L’arrivo dell’autunno promette di riportare sotto i riflettori un grande classico che negli ultimi anni aveva ceduto la scena ad altri capispalla. Si tratta del trench coat, risultato tra i protagonisti delle collezioni presentate nelle capitali della moda, affiancato dai cappotti lunghi e inserito in un’estetica di stagione che mescola linee rétro, volumi importanti e tonalità intense.
Dietro questo ritorno c’è la natura particolare di un capo nato per riparare dalla pioggia e diventato nel tempo una firma di eleganza. In una stagione che oscilla tra il bisogno di concretezza e il desiderio di raffinatezza, il trench risponde a entrambe le esigenze, e per questo si candida a essere uno dei pezzi più indossati del prossimo autunno.
Dalle trincee alle passerelle: la storia di un capo
Il nome stesso del capo ne svela l’origine: “trench” in inglese significa trincea, e il soprabito nasce all’inizio del Novecento come indumento militare. Durante la Prima guerra mondiale gli ufficiali britannici abbandonarono i pesanti cappotti di lana in favore di un capospalla più leggero e impermeabile, capace di proteggere dalla pioggia e dal fango senza ostacolare i movimenti. A renderlo possibile fu la gabardine, un tessuto di cotone a trama fitta brevettato nel 1879 che lasciava scivolare l’acqua sulla superficie, sviluppato dalle sartorie inglesi che equipaggiarono l’esercito.











