VENEZIA – In un’epoca in cui le parole esilio, migrazione, violazione dei diritti umani, autodeterminazione dei popoli appaiono ormai tragicamente generalizzate e svuotate di urgenza, Elisabetta Giannini, giovane regista napoletana, trasporta gli spettatori del suo film – La leggenda del deserto, in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia nell’ambito delle Notti Veneziane delle Giornate degli Autori – dentro una storia fatta di bambine e bambini, donne e uomini che da decenni credono, sperano e lottano per la propria identità e la loro terra, con tutta la forza e l’ineluttabilità del vento del deserto.
Lo scorrere del tempo che non produce cambiamenti. Pace, guerra, diplomazia, resistenza, sostanziano le vite e i sogni del popolo Saharawi, ieri come oggi. E lo scorrere del tempo che non produce cambiamenti è registrato, prima con ingenuità e scoperta, poi come assunzione di responsabilità, dallo sguardo e dall’ascolto di Carolina – la protagonista e voce narrante – che crescendo, mutando, maturando, assiste all’immutabilità della condizione cui è sottoposto un popolo.
Le proiezioni a Venezia.La leggenda del deserto, opera prima di Elisabetta Giannini - prodotta da Marechiarofilm - sarà presentato in anteprima alla 83^ Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, nella sezione speciale Notti Veneziane delle Giornate degli Autori, realizzata in collaborazione con Isola Edipo per poi essere distribuito nelle sale da Lo Scrittoio.










