Tutti e sette i ghiacciai osservati quest’estate dalla Carovana dei ghiacciai arretrano e mostrano fenomeni d’instabilità. Dal Monviso al Montasio aumentano i crolli, le colate detritiche e le deformazioni delle morene, mentre il caldo continua a fondere il ghiaccio anche all’inizio di settembre: il bilancio del 2026 rischia ormai di superare in negativo quelli già eccezionali del 2022 e del 2023.

Si è chiusa la settima edizione della campagna internazionale di Legambiente – realizzata insieme a Cipra Italia e con la collaborazione scientifica della Fondazione glaciologica italiana –, che ha attraversato l’arco alpino per osservare Adamello, Grande Motte, Miage, Planpincieux, Forni, Montasio e Coolidge superiore.

A spingerli verso una nuova estate horribilis sono state le temperature elevate, lo scarso innevamento e uno zero termico rimasto stabilmente tra 4.800 e 5.000 metri. A valle si è aggiunta la siccità, mentre da gennaio alla fine di agosto le regioni alpine sono state colpite da oltre 70 eventi meteorologici estremi, censiti dall’Osservatorio CittàClima di Legambiente.

Le temperature estive e lo zero termico eccezionalmente alto si stanno protraendo anche a settembre, in coincidenza con la sesta ondata di calore dell’anno, impedendo alla fusione di arrestarsi. Gli effetti scendono insieme all’acqua verso le comunità locali, modificando la stabilità dei versanti e la disponibilità idrica.