Potrebbe essere stata la peggiore: a pesare caldo e zero termico sopra i 4.800-5.000 metri, poca neve e siccità, oltre 70 eventi meteo estremi da inizio anno a fine agosto

07 settembre 2026 | 12.00

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Estate 2026 horribilis per le Alpi e i suoi ghiacciai che rischia di superare quella del 2022 e del 2023. L'allarme arriva da Carovana dei ghiacciai di Legambiente, campagna internazionale realizzata in collaborazione con Cipra Italia e la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana, partner principale Comfort Zone e partner sostenitore Frosta Italia, che oggi presenta i dati di bilancio della sua campagna frutto del viaggio di quest’estate lungo l’arco alpino.

A pesare sullo stato di salute di Alpi e ghiacciai, in questi mesi del 2026, sono le alte temperature e lo zero termico stabilmente sopra i 4.800-5.000 metri, le scarse precipitazioni nevose unite alla siccità a valle, e gli oltre 70 eventi meteo estremi che hanno colpito le regioni alpine da gennaio a fine agosto 2026 (dati Osservatorio CittàClima Legambiente), rendendo la montagna più fragile. La conferma arriva anche dallo stato di salute dei sette ghiacciai simbolo (Adamello, Grande Motte, ghiacciai del Miage e Planpincieux sul Monte Bianco, ghiacciaio dei Forni, del Montasio e quello del Coolidge superiore sul Monviso) scelti e osservati quest’estate dalla settima edizione di Carovana dei ghiacciai e che testimoniano come la crisi climatica abbia accelerato il passo.