Tra giugno e agosto la temperatura media sull’intero territorio italiano ha raggiunto 24,3 °C, misurati a due metri dal suolo. Non era mai accaduto dall’inizio della serie storica del Cnr, nel 1950: l’estate 2026 supera dunque anche quella del 2003, rimasta nell’immaginario collettivo come uno spartiacque della crisi climatica europea. E considerando che gli ultimi tre anni sono stati i più caldi degli ultimi 100mila a livello globale, il sospetto che il record risalga ben più indietro rispetto a metà ‘900.
A certificarlo sono le analisi dell’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe), elaborate attraverso il dataset Era5-Land del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf).
Il record stagionale arriva al termine di otto mesi durante i quali le temperature sono risultate sempre superiori a quelle registrate negli stessi mesi del 2025. Lo scarto più marcato è stato osservato in agosto, quando la media nazionale ha raggiunto 25,6 °C: ben 5,2 °C sopra la climatologia 1951-1980, pari a 20,4 °C, e 3,5 °C oltre la più recente media 1991-2020, ferma a 22,1 °C.
«La media di 25,6 gradi Celsius registrata ad agosto 2026 supera i precedenti record di 24,6 °C del 2024 e di 24 °C raggiunti nell’agosto 2017», spiega il ricercatore del Cnr-Ibe Lorenzo Arcidiaco. Rispetto al primato di appena due anni fa, l’incremento è dunque di un intero grado.










