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Quando un camion con alcuni pannelli solari a bordo arriva alla spiaggia del Trampolín, a Ceuta, si crea subito una fila lunga e ordinata di persone migranti. Ognuno ha in mano un telefono e un caricatore: da lì a poco gli operatori umanitari di Mission Lifeline, una ong tedesca, allestiranno un tavolo con una serie di prese elettriche, collegate ai pannelli del camion, per ricaricare decine di telefoni contemporaneamente.

Può non essere la prima esigenza a cui si pensa, ma avere un telefono carico è fondamentale per le persone straniere che da più di un mese si ritrovano a vivere per strada a Ceuta. «Per strada» è un’espressione convenzionale e perciò imprecisa: a Ceuta le persone arrivate durante gli ingressi di massa di fine luglio dormono in spiaggia, oppure in campi sportivi o ancora dentro ad aree industriali dismesse.

Il telefono gli serve per stare in contatto con parenti e amici nel proprio paese di origine e con le altre persone migranti che sono a Ceuta, ma non solo: è utile per sapere come muoversi in una città che non si conosce, in alcuni casi per ricevere piccole somme di denaro e ovviamente per passare il tempo, tra foto e social. Oltre che da torcia per spostarsi dopo una certa ora. Mantenerlo carico è fondamentale. «Prima che arrivassimo qualcuno provava ad attaccarsi direttamente ai fili della corrente dei bagni chimici, cosa piuttosto pericolosa», dice un operatore di Mission Lifeline.