Tra l'8 e il 9 gennaio erano scese nelle strade di Isfahan contro gli Ayatollah. La madre e il cugino hanno raccontato la loro storia al "Guardian"

Arrestate, torturate e ora condannate in via definitiva. Taraneh e Romina Rahimi, due gemelle iraniane di 19 anni, sono state condannate rispettivamente all’impiccagione e a 25 anni di carcere per aver partecipato alle proteste contro il regime degli ayatollah.

L’inizio

Taraneh e Romina frequentavano il liceo quando, tra l’8 e il 9 gennaio, scesero nelle strade di Isfahan, unendosi a un corte di centinaia di persone che si ribellavano al governo di Teheran. Un gesto che ha unito un popolo intero, ma che da nove mesi perseguita le sorelle. La madre e il cugino hanno raccontato la loro storia al Guardian.

Un mese dopo le proteste, Taraneh e Romina furono svegliate, incappucciate e prelevate in piena notte da uomini mascherati del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Per quattro mesi la madre, Marzieh Nourmohammadi, le cercò in ospedali, tribunali e istituzioni statali, scoprendo infine che furono portate al carcere di Dowlatabad a Isfahan. Con una telefonata Marzieh venne convocata nel penitenziario per parlare con le gemelle: «Abbiamo le vostre ragazze, venite a trovarle in prigione».