Alla Mostra del Cinema di Venezia l'attrice premio Oscar racconta le conseguenze delle sue posizioni su Israele: «Ci sono ancora film che non mi vengono proposti»
Non è la prima volta che Susan Sarandon sceglie un tappeto rosso internazionale per parlare di Gaza. E probabilmente non sarà l’ultima. Alla Mostra del Cinema di Venezia, l’attrice premio Oscar è arrivata sul red carpet di The Echo Chamber, il film di Andrea Pallaoro in cui recita accanto a Luca Marinelli e Alicia Vikander, con una spilla per Gaza appuntata sul vestito. Durante la conferenza stampa, poi, ha parlato delle conseguenze che ancora oggi affronta per le sue posizioni sulla guerra a Gaza e sulla politica israeliana. «Ci sono ancora film che non mi vengono proposti, con agenzie che dicono ai registi di non affidarmi un ruolo».
La spilla per il cessate il fuoco di Susan Sarandon
Sull’abito nero, insieme a una rosa bianca, Sarandon ha indossato la spilla del collettivo Artists4Ceasefire, disegnata dall’artista Shepard Fairey: una colomba con un fiore di loto, il cui stelo si trasforma in filo spinato. Un simbolo di speranza, pace e resilienza, legato alla richiesta di un cessate il fuoco a Gaza e a una soluzione pacifica del conflitto israelo-palestinese. Un gesto minimo nelle dimensioni, ma tutt’altro che casuale. E perfettamente in linea con gli anni di attivismo dichiarato dell’attrice a sostegno della causa palestinese.











