Monza doveva essere il suo giardino, è diventata invece il teatro dell'ennesimo capitolo complicato di una stagione che per Charles Leclerc sembra non voler decollare. Il circuito che nel 2019 lo fece entrare definitivamente nel cuore dei tifosi Ferrari, vincendo una gara contro la Mercedes di Lewis Hamilton che lo trasformò in un idolo della Rossa, questa volta gli ha presentato il conto più amaro. Proprio il Tempio della Velocità dove, nel 2024, era tornato sul gradino più alto del podio, spuntandola con la strategia contro le McLaren. Terzo in griglia, Charles è durato appena due giri: dopo il confronto ravvicinato con Lewis alla prima curva, sotto la pressione di Oscar Piastri ha perso il controllo della SF-26 alla Parabolica ed è finito violentemente contro le barriere, in una dinamica molto simile a quella vista nel GP del 2020. È stata una gara da dimenticare, probabilmente la più difficile della carriera, ma soprattutto il fotogramma più duro di un'annata nella quale il monegasco ha spesso dovuto fare i conti con una macchina non sempre facile da interpretare e con la propria ricerca del limite. Gli errori sono arrivati proprio quando Charles provava a spremere tutto dalla Ferrari, in una stagione nella quale l'adattamento alla nuova vettura e il feeling con alcuni suoi comportamenti hanno rappresentato un ostacolo tutt'altro che secondario. A Monaco, per esempio, aveva raccontato di non sapere nemmeno bene «dove frenare», denunciando un feeling pessimo sull'asse anteriore. Dopo quell’incidente al Portier, la Ferrari aveva deciso di allineare il suo materiale frenante a quello utilizzato da Hamilton, con il passaggio ai dischi e alle pastiglie «Carbon Industries» a Barcellona. E proprio il Montmeló è diventata un'altra fotografia della stagione. Leclerc era competitivo, ma un errore in Q3 lo aveva relegato al decimo posto in griglia. Hamilton, dall'altra parte del box, aveva invece centrato la vittoria. Due immagini figlie della frustrazione del monegasco, mentre il confronto interno quest'anno ha cambiato direzione: se in passato Charles aveva spesso imposto il proprio ritmo, ora Lewis è davanti spesso in pista e in classifica Piloti, mostrando un adattamento alla Ferrari e ai nuovi regolamenti che lui non ha ancora trovato con la stessa continuità. Nell’insospettabile Monza, così, la tensione tra i due è esplosa subito, con il contatto alla Prima Variante che ha fatto precipitare Lewis al 10° posto, compromettendogli al gara. Dopo il ritiro, Charles ha ammesso: «Io e Lewis abbiamo esagerato». La risposta di Hamilton è stata pro ancora più significativa, perché ha spostato il problema dal singolo episodio alla gestione interna della squadra: «Ho sempre corso in maniera pulita e corretta e ho sempre lasciato spazio. Quindi non c’è da preoccuparsi di me». E poi il riferimento alle regole: «Quando ero in Mercedes, avevamo delle regole d’ingaggio scritte». A Lewis, invece, in Ferrari «non ci sono regole» e sarà necessario «provare a risolvere» la questione. Deluso per il risultato e arrabbiatissimo è Fred Vasseur, che non si nasconde: «È inammissibile (quanto accaduto, ndr), parlerò con entrambi, ma non metterò ordini di scuderia», mentre la SF-26 aveva in Brianza un deficit enorme «come velocità di punta e nei sorpassi», non bene considerando l’arrivo del motore sviluppato tramite Aduo. A Madrid, secondo il capo-squadra di Draveil, la situazione può essere diversa «perché la pista è più adatta alle nostre caratteristiche», preoccupa però l’occhio destro di Charles: «Per qualche istante non ci vedevo bene, poi la situazione è tornata nella normalità», ha detto il monegasco, che si sottoporrà a ulteriori controllo, anche se il primo responso medico non ha evidenziato lesioni. Per la gara del «Madring», insomma, non dovrebbero esserci problemi, ma la prudenza resta sempre d’obbligo. La voglia, però, deve essere quella di svoltare una stagione finora non delle sue corde.
Tre Ferrari distrutte e una sola vittoria: la stagione da incubo di Leclerc
Charles è durato appena due giri dopo il contatto con Hamilton e l’errore alla Parabolica. Una stagione difficile, tra una SF-26 complicata da interpretare, er…










