Jaguar Land Rover ha annunciato un pesante programma di ristrutturazione della forza lavoro a livello globale: il costruttore ha in programma di tagliare circa 4.000 posti di lavoro nei prossimi due anni, ossia poco meno del 10% dei 43 mila dipendenti impiegati in tutto il mondo.
I tagli riguardano soprattutto gli organici britannici (solo nel Regno Unito sono 30 mila i dipendenti) e rientrano nel quadro di un più ampio piano per ridurre i costi e migliorare la competitività: Jaguar Land Rover punta a ottenere risparmi per 1,7 miliardi di sterline (circa 2 miliardi di euro) per abbassare il cosiddetto break-even operativo (il punto di pareggio) a circa 300.000 veicoli.
La riduzione degli organici sarà effettuata innanzitutto tramite un programma di buonuscite e agevolazioni per promuovere l'uscita volontaria dei dipendenti. A tal fine, saranno messe a disposizione specifiche proposte fino al 4 ottobre prossimo. Tuttavia, Jaguar Land Rover non ha escluso la possibilità, se necessario, di ricorrere a licenziamenti forzati.
La decisione è stata attribuita al difficile contesto operativo. "L'industria automobilistica si trova ad affrontare sfide significative, con cambiamenti tecnologici in un contesto di intensa concorrenza e continua incertezza geopolitica", ha spiegato l'amministratore delegato PB Balaji, garantendo l'impegno dell'azienda a "supportare tutti con cura, equità e rispetto" durante le procedure di licenziamento.






