Quattromila posti di lavoro in meno per cercare di risparmiare 2 miliardi di euro nei prossimi due anni. È il piano annunciato da Jaguar Land Rover, il gruppo automobilistico inglese controllato dagli indiani di Tata Motors, che si pone l’obiettivo di tagliare il personale attraverso prepensionamenti volontari. Il marchio di auto di lusso ha spiegato che per “raggiungere l’obiettivo” dei risparmi “dobbiamo semplificare ulteriormente la nostra organizzazione, migliorare la nostra efficienza e rafforzare la nostra resilienza”.
Il grosso dei tagli si concentrerà in Gran Bretagna ed frutto di un disastroso 2025-26, anno fiscale chiuso con perdite nette di 244 milioni di sterline dopo un utile, nell’anno precedente, di 1,8 miliardi di sterline. Sono due le cause principali di questo crollo vertiginoso di Jaguar Land Rover: i dazi statunitensi, che l’hanno costretta a sospendere temporaneamente le consegne di veicoli negli Usa, e un grave attacco informatico subito a fine agosto 2025, che le ha imposto l’interruzione della produzione per oltre un mese.
Il governo britannico era intervenuto a sostegno dell’azienda fornendo una garanzia sui prestiti capace di sbloccare 1,5 miliardi di sterline (utili ad alleviare un po’ la pressione sulla società e sui fornitori), ma, ora, il marchio di auto di lusso sostiene di non essere riuscito a risollevarsi dalla situazione difficile. Le 4.000 uscite in programma equivalgono a circa il 10% della forza lavoro globale di Jaguar Land Rover e rappresentano un ulteriore colpo per l’industria automobilistica europea, dopo il maxi-piano di ristrutturazione annunciato da Volkswagen e le note difficoltà di Stellantis che ha previsto entro il 2030 una riduzione di capacità produttiva nel Vecchio Continente di circa 800mila unità.











