Sullo stesso argomento:
a
«Ho fatto tutto questo per proteggere Sigfrido Ranucci da un attentato del quale avevo avuto notizie. C'era la necessità di proteggerlo, tanto che chiamavo Ranucci per due mesi per chiedere che la scorta gli fosse rafforzata». Lo ha detto Valter Lavitola nel corso di dichiarazioni spontanee davanti ai giudici del Tribunale del Riesame, secondo quanto riferito dai suoi legali, gli avvocati Arturo e Sergio Cola, al termine dell'udienza durata poco più di tre ore. Lavitola, accusato e reo confesso di essere il mandante dell'attentato con una bomba contro l'ex conduttore di Report, avvenuto il 16 ottobre 2025, ha quindi spiegato: «L'attentato con la bomba è un'idea di Clesio Gomes Tavares rispetto alla quale mi assumo tutte le responsabilità del caso. Gomes mi avvisò che avrebbe fatto a modo suo, io gli avevo dato un mandato in bianco, specificando che non doveva fare male a nessuno». Il suo legale Arturo Cola, all'uscita da piazzale Clodio, ha ribadito che «Valter Lavitola ha dato un mandato in bianco a Gomes che si è assunto la responsabilità del gesto. Gomes, essendo un esperto, ha fatto a modo suo».
Di Pasquale scarica Ranucci: “Fedele al programma, non a Sigfrido”. Poi il siluro







