Che siano rimasti bloccati dopo aver intrapreso l’itinerario sbagliato o abbiano subito cadute e incidenti durante la progressione, gli ancora numerosissimi alpinisti, italiani e stranieri, sulle grandi pareti delle Dolomiti Bellunesi hanno dato non pochi problemi a ai soccorritori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico veneto. Grazie alle temperature favorevoli di settembre infatti, è ancora presente un’affluenza importante sulle cime, che ha portato però ad una lunga e complessa sequenza di interventi di soccorso.
Il CNSAS, scrive Montagna.TV, ha segnalato negli ultimi giorni diverse emergenze avvenute sulle Tre Cime di Lavaredo, sulla Tofana di Rozes e sul Civetta. Intorno alle 19 di sabato scorso c’è stato l’ultimo intervento in ordine di tempo: la Centrale del Suem è stata attivata quasi contemporaneamente per due cordate in difficoltà sulla Cima Grande di Lavaredo. Sulla vetta, a 2.986 metri, due alpinisti, un 24enne di Maniago e un 23enne di Viterbo, hanno chiesto aiuto dopo essersi attardati durante la salita, preoccupati di non riuscire ad affrontare la discesa con le temperature in rapido calo, il buio e le attrezzature non sufficientemente adeguate. Sulla stessa cima, ma più in basso, a 2.700 metri, due austriaci di 52 e 44 anni sono rimasti bloccati su una sporgenza rocciosa fuori dal tracciato. Per recuperare i quattro alpinisti sono stati disposti l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, che ha e l’eliambulanza di Trento. Prima sono stati individuati e recuperati i due rocciatori più in basso, successivamente, in un’altra missione, attorno alle 23.15 sono stati messi in salvo i due giovani rimasti in vetta che intanto avevano segnalato un progressivo aumento del freddo.







