Pubblicato il: 07/09/2026 – 12:00
CATANZARO «Trovare le risorse necessarie per stabilizzare la platea degli oltre 900 tirocinanti al momento rimasti fuori dal percorso di contrattualizzazione». E’ questa la richiesta che Cgil Calabria e Nidil Cgil Calabria hanno avanzato alla Regione nel corso di una conferenza stampa sulla vertenza dei Tis. Finora dell’intero bacino dei tirocinanti calabresi – oltre 4.000 lavoratori – sono stati stabilizzati, negli enti locali e con il contributo finanziario della Regione, 2.000 lavoratori, altri 1.000 circa hanno fatto ricorso allo scivolo pensionistico “incentivato” dalla Regione. All’appello mancano per la precisione 934 tirocinanti che attendono garanzie sul loro futuro occupazionale. A questi ultimi dunque ha fatto riferimento la Cgil nell’incontro con i giornalisti al quale hanno partecipato il segretario generale del sindacato, Giancarlo Trotta, il segretario regionale Gigi Veraldi, e Ivan Ferraro, coordinatore Nidil.
«Utilizzare gli enti subregionali»
«L’obiettivo – hanno detto i dirigenti sindacali – è reperire le risorse necessarie per consentire la loro contrattualizzazione anche presso altri enti. In attesa della stabilizzazione, è stato inoltre chiesto alla Regione Calabria di garantire un sostegno economico a questi lavoratori, attualmente privi di sussidi. La nostra proposta prevede il coinvolgimento, oltre che delle amministrazioni che hanno già manifestato la volontà di procedere alla stabilizzazione di lavoratori provenienti da precedenti percorsi, anche degli altri enti subregionali che abbiano necessità di rafforzare la propria dotazione organica. Per una prima fase – hanno aggiunto i rappresentanti di Cgil e Nidil – le risorse disponibili consentirebbero di intervenire su poco più di 300 persone; sarà quindi necessario reperire ulteriori finanziamenti per completare il percorso». Per quanto riguarda le risorse, rispetto ai 5 milioni di euro stanziati nel precedente finanziamento, la proposta di Cgil e Nidil prevede un fabbisogno complessivo di circa 11 milioni di euro, mantenendo i 5 milioni già previsti e destinando ulteriori risorse alla platea dei lavoratori rimasti esclusi.









