Le 344 assunzioni previste per i Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS) non devono trasformarsi in una nuova selezione che lasci indietro centinaia di lavoratori. È la posizione espressa da NIdiL Cgil Calabria e Cgil Calabria, che intervengono sul confronto avviato con la Regione Calabria chiedendo che il percorso di stabilizzazione coinvolga l’intera platea residua e non soltanto gli idonei già inseriti nelle graduatorie comunali.
Secondo il sindacato, la soluzione ipotizzata durante il tavolo del 13 luglio, pur rappresentando una strada amministrativamente più rapida, rischierebbe di produrre nuove disparità tra lavoratori che da anni attendono una stabilizzazione.
“No a nuove esclusioni“
Per Cgil e NIdiL, la vertenza dei Tis non può concludersi penalizzando ancora una volta chi, pur avendo svolto lo stesso percorso lavorativo, non ha avuto la possibilità di partecipare alle procedure selettive attivate da alcuni enti. “Non chiediamo di rallentare le assunzioni, ma che siano giuste”, affermano le organizzazioni sindacali.
Il timore è che lo scorrimento delle graduatorie comunali possa escludere quei lavoratori impiegati presso scuole, soggetti privati o enti che non hanno mai avviato procedure di assunzione, oltre a chi non ha avuto l’opportunità di sostenere prove di idoneità. Secondo il sindacato, una graduatoria predisposta per un singolo ente e per specifiche esigenze occupazionali non può diventare il criterio esclusivo per determinare il futuro lavorativo dell’intero bacino regionale.







