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In Germania il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) ha una storia di crescita costante, nonostante i numerosi scandali, controversie e casi giudiziari. Questa crescita l’ha portato a ottenere una vittoria schiacciante nelle elezioni statali di domenica in Sassonia-Anhalt, anche se non è ancora chiaro se riuscirà a governare come sperano i suoi leader: sarebbe la prima volta nella storia della Germania postbellica che un partito di estrema destra ottiene il governo di uno stato federato.
Quando fu fondato nel 2013, AfD non era un partito di estrema destra: i suoi fondatori erano un gruppo di economisti liberali euroscettici che chiedevano l’uscita della Germania dall’euro. Erano gli anni della cosiddetta crisi del debito sovrano, quando gli insostenibili debiti pubblici di paesi come l’Italia, la Grecia e la Spagna rischiavano di creare problemi a tutti i paesi della zona euro. Già nel giro di un paio d’anni, però, il partito cominciò a spostarsi a destra.
Tra il 2014 e il 2015 cominciò in Europa una grossa crisi migratoria che portò in Germania oltre un milione di persone, prevalentemente dalla Siria. La decisione dell’allora cancelliera Angela Merkel (della CDU, di centrodestra) di accoglierle fu generalmente apprezzata, ma provocò enormi controversie. AfD cominciò ad adottare posizioni sempre più estremiste, spostando il fulcro del programma del partito dall’economia alla migrazione. Nel 2016 ottenne il suo primo grosso successo: il 24,3 per cento dei voti alle elezioni locali proprio in Sassonia-Anhalt.











