Milano, 7 set. (askanews) – Il Derthona Timorasso ha raggiunto circa 1,75 milioni di bottiglie imbottigliate nel 2025, più del doppio delle 800mila del 2024, mentre la superficie coltivata nei Colli Tortonesi ha superato i 500 ettari contro i circa 100 del 2016. Anche la struttura produttiva è cambiata rapidamente. In dieci anni le aziende associate sono passate da circa 40 a 120, con una crescita sostenuta sia dalle realtà storiche dei Colli Tortonesi sia dagli investimenti di Cantine piemontesi entrate più recentemente nell’area. “È stata una crescita accompagnata sia dallo sviluppo delle aziende storicamente presenti sul territorio sia da importanti investimenti da parte di Cantine di primo piano del panorama vitivinicolo piemontese” ha spiegato Gian Paolo Repetto, presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi, sottolineando che “questo equilibrio tra realtà locali e nuovi investimenti ha consentito fino a oggi uno sviluppo significativo ma sostanzialmente ordinato della Denominazione”.

Una crescita che l’ente consortile ha deciso di accompagnare azzerando, per la prossima programmazione, le idoneità destinate a nuovi impianti, per evitare ulteriori espansioni della superficie potenziale mentre continuano a entrare in produzione gli ettari autorizzati negli anni precedenti. Il vitigno rappresenta oggi il 60% dei volumi della Denominazione e la crescita esponenziale registrata tra il 2024 e il 2025 si accompagna, secondo il Consorzio, a una domanda ancora in grado di assorbire l’offerta e senza segnali di accumulo commerciale. Il tema delle giacenze richiede però una lettura particolare per il Derthona. Il Disciplinare prevede almeno un anno di affinamento prima della commercializzazione e determina quindi fisiologicamente la presenza di vino nelle Cantine. Il Consorzio distingue queste scorte tecniche da quelle che deriverebbero invece da una difficoltà di vendita. “Le giacenze aumentano anche perché la Denominazione è in forte crescita produttiva” ha precisato Repetto, rimarcando che “occorre però distinguere le giacenze tecniche, dovute all’affinamento obbligatorio, dalle giacenze di mercato, che sarebbero invece indice di rallentamento delle vendite, che non tocca questa tipologia di vini”.