Milano, 12 giu. (askanews) – Pio Cesare esordisce nel Timorasso con il “Derthona Timorasso Riserva Colli Tortonesi Doc” e affida il debutto alla vendemmia 2023, prima annata di un vino disponibile sui mercati nazionale e internazionale in circa 3.000 bottiglie e 120 magnum.
Per la famiglia di Alba non è un’aggiunta marginale alla gamma dei bianchi ma l’approdo di un progetto pensato anni fa e maturato lentamente. L’idea era già nella testa di Pio Boffa una decina di anni fa: riconoscere in questo vitigno antico dei Colli Tortonesi la varietà capace di esprimere in bianco quella profondità e quella eleganza che il Nebbiolo restituisce ai Barolo e ai Barbaresco di casa.
Il percorso comincia nel 2018, quando l’azienda acquista 2,5 ettari a Vho, frazione del comune di Tortona (Alessandria), e avvia le prime prove di studio sul Timorasso. Il punto non era semplicemente produrlo, ma capire come interpretarlo secondo la cifra stilistica di Pio Cesare, storica realtà fondata nel 1881 e da sempre legata a una lettura del vino fondata su autenticità e rispetto del territorio. La svolta arriva nel 2021, quando si chiarisce la possibilità di vinificare nella storica cantina di Alba e a quel punto vengono impiantate le viti. A dare il via è Federica Boffa Pio, quinta generazione della proprietà, che porta a compimento il progetto voluto dal padre, scomparso poche settimane prima. “Mio padre aveva creduto profondamente in questo vino e in questo progetto. Piantare le nostre viti di Timorasso nel 2021 è stato il modo più concreto per onorare la sua visione e portarla nel futuro” racconta Federica, sottolineando che “Pio Cesare produce vini bianchi di carattere fin dagli anni ’80, da quando è nato il ‘Piodilei’, ma con il Timorasso ci confrontiamo per la prima volta con un’uva autoctona: è una sfida diversa, che ci mette a confronto con un vitigno dal carattere autonomo e con una storia tutta da scrivere. Bisogna procedere per ascolto, intuizione e pazienza”.






