Arriva in tutta Europa con la sesta generazione, declinata in un’intera gamma, persino elettrica, dal potenziale tecnico e stilistico per accontentare gli appassionati che per sessant’anni si sono limitati ad ammirarla nei film e nelle serie tv. Solo i più intraprendenti se le sono procurate con importazione diretta o, dal 2017, tramite la distribuzione di KW Auto (parte di Klintberg&Way / Hedin Mobility Group), iniziando dal marchio Ram.

Il successo della muscle-car Charger ha origine da un’esagerata concept scoperta del 1964, che mira a Ford Mustang, sebbene l’icona assoluta, all’epoca sia in realtà pony-car: che è presto potenziata, anche smodatamente come le versioni Shelby, esempio seguito da molte altre.

Dodge Charger esordisce come coupé fastback il 1° gennaio 1966, più per sfidare Plymouth Barracuda, modificando e potenziando Dodge Coronet con robusti motori V8, anche in versione Hemi.

È la seconda generazione già dal 1968 a darle carattere e forme che la fanno desiderare: splendida linea a bottiglietta di Coca-Cola con fiancate sinuose, esagerando fino alle versioni R/T (road and track) che corrono nel campionato Nascar. Il declino stilistico degli anni 70 e la successiva crisi energetica l’addormentano a lungo, ma Charger, appesantita e imborghesita, sebbene trasformata in coupé, perfino a trazione anteriore, non molla, rinascendo nel 2006.