Non è un caso che Pier Paolo Pasolini nel suo cortometraggio La Ricotta (1963) abbia scelto di ricreare in un tableau vivant il Trasporto di Cristo (1526-1528) di Jacopo da Pontormo (citando anche la Deposizione dalla Croce di Rosso Fiorentino del 1521, unici "segmenti" a colori in una pellicola in bianco e nero) trovando una corrispondenza visiva ed emozionale tra il dramma della storia di Gesù e quella della precarietà esistenziale delle comparse di un film, e in generale, degli "ultimi" della società. Una folgorazione, sul piano artistico e contenutistico, che anni dopo ebbe anche Bill Viola: nel suo The Greeting (1995), infatti, il genio della videoarte scomparso nel 2024 si ispirò alla Visitazione dipinta dal pittore toscano tra il 1528 e il 1532, letteralmente rapito dai colori vivaci e dalla composizione di quest'opera antica.
Perché Pontormo, inquieto e mai banale sperimentatore, capace di uno stile autonomo rispetto alla tradizione rinascimentale, seppe sviluppare un linguaggio sorprendente, che conquistò dapprima i suoi contemporanei, ma che si impose poi anche nei secoli a venire, arrivando fino a noi con immutata potenza nei colori, negli esiti formali, nell'innovazione.






