Fu tra i più anticonformisti protagonisti del nuovo modo di intendere l'arte in quella stagione del Cinquecento italiano che Giorgio Vasari chiamò "maniera moderna". Uomo "ghiribizzoso" e solitario, sempre secondo il Vasari. Innovatore eccentrico dei modelli classici, oggetto di una vasta fortuna novecentesca, da Pasolini a Bill Viola, ambito da collezionisti di tutto il mondo ma popolare e amato anche dal grande pubblico per i tratti di forte originalità della sua personalità creativa. Tutto questo è Jacopo Carucci, detto il Pontormo, dal nome del luogo dove era nato, vicino a Empoli nel 1494, a cui le Scuderie del Quirinale dedicano una grande mostra. La prima monografica che lo vede protagonista nonostante sia considerato il capofila assoluto della grande stagione del Cinquecento fiorentino che incarna il passaggio dal pieno Rinascimento alla Maniera.

L'esposizione sarà visibile dal 9 settembre al 7 febbraio prossimi: promossa da Ales - Scuderie del Quirinale in partnership con le Gallerie degli Uffizi, prodotta insieme alla casa editrice Electa, è curata da Cristina Acidini, tra i maggiori esperti di Cinquecento fiorentino, con il supporto di un team di studiosi che annovera Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani. Sarà, spiegano i promotori, l'occasione per vedere riuniti tutti i principali capolavori dell'artista, insieme a una straordinaria selezione di opere su carta. In mostra un cospicuo numero di opere in arrivo dalle Gallerie degli Uffizi - quasi una trentina tra dipinti e disegni - ed "eccezionali prestiti" provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo: nell'elenco figurano la Galleria dell'Accademia e Musei del Bargello di Firenze, l'Istituto Centrale per la Grafica, il Louvre, la National Gallery, il British Museum, il Metropolitan Museum of Art, la National Gallery of Art di Washington, l'Art Institute di Chicago, il Getty Museum di Los Angeles ed altri. Opere che saranno messe a confronto nelle sale delle Scuderie del Quirinale a cominciare dal capolavoro più noto e riconosciuto di Pontormo, la Visitazione della chiesa di San Michele Arcangelo di Carmignano (Prato).