GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA) – «Da chi mi devo difendere, da chi li devo difendere, dalla criminalità organizzata o dallo Stato?». Una domanda drammatica e durissima. Ed è la domanda con cui il sindaco di Gioia Tauro, Simona Scarcella, conclude la lettera aperta inviata al presidente della commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo.
Una missiva nella quale il primo cittadino denuncia due intimidazioni rivolte alla propria famiglia. Chiede inoltre alle istituzioni di chiarire quali misure di tutela siano state predisposte nei suoi confronti e dei suoi figli.
LE INFILTRAZIONI AL COMUNE DI GIOIA TAURO
La lettera arriva in un momento delicato per il Comune di Gioia Tauro. Il Comune è interessato dallo scorso 10 aprile da una commissione di accesso nominata dal prefetto di Reggio Calabria. L’obiettivo è verificare l’eventuale sussistenza di infiltrazioni mafiose nell’ente.
Scarcella precisa di non voler interferire con il lavoro della commissione. Vuole però richiamare l’attenzione su una questione che definisce di «interessi supremi, meritevoli di tutela»: la sicurezza della sua famiglia. Nella missiva il sindaco sostiene di avere riscontrato, dopo il proprio insediamento, «gravi criticità» all’interno dell’amministrazione. Alcune delle quali, a suo dire, riconducibili a possibili infiltrazioni criminali. Circostanze che afferma di avere segnalato alla Prefettura e alle forze dell’ordine, adottando anche provvedimenti «nell’interesse supremo della legalità e della trasparenza».










