Pubblicato il: 06/09/2026 – 18:30

GIOIA TAURO Una lettera dai toni accorati, ma al tempo stesso improntata a una precisa rivendicazione istituzionale. È quella che il sindaco di Gioia Tauro, avvocato Simona Scarcella, ha inviato ieri alla presidente della Commissione parlamentare antimafia, onorevole Chiara Colosimo, per sottoporre alla sua attenzione una vicenda che, secondo quanto denunciato dalla prima cittadina, investe direttamente la sicurezza della sua famiglia e il rapporto tra cittadini, amministrazioni e istituzioni dello Stato. La missiva, il cui contenuto è stato reso noto dal sindaco, si inserisce in un contesto già segnato dall’invio, lo scorso 10 aprile, di una commissione di accesso presso il Comune di Gioia Tauro da parte del prefetto di Reggio Calabria, incaricata di verificare l’eventuale sussistenza di infiltrazioni mafiose. Scarcella precisa, tuttavia, che il suo appello non intende intervenire direttamente sulle attività della commissione, bensì richiamare l’attenzione su «interessi supremi, meritevoli di tutela» e su una situazione che ritiene doveroso portare all’attenzione del Parlamento.

«Ho denunciato le criticità e adottato provvedimenti concreti»

Nella lettera, il sindaco ricorda di essersi accorta, subito dopo il proprio insediamento, di «gravi criticità» all’interno dell’ente, alcune delle quali, a suo dire, riconducibili a possibili infiltrazioni di carattere criminale. Circostanze che l’amministratrice afferma di avere segnalato tempestivamente alla Prefettura e alle forze dell’ordine, accompagnando le denunce con provvedimenti concreti adottati «nell’interesse supremo della legalità e della trasparenza». Atti che, sottolinea Scarcella, sono stati consegnati anche alla commissione di accesso. La sindaca precisa che alcune parti della lettera sono state omesse perché riservate. I passaggi contrassegnati con «omissis» riguardano, pertanto, elementi che non vengono resi pubblici e che, secondo quanto riferito, sono stati sottoposti alle autorità competenti. Il comunicato si limita a riportare i contenuti e le contestazioni espressamente rese note dalla prima cittadina, senza anticipare né ricostruire le parti coperte da riservatezza.