Il raggiro parte da un falso colloquio di lavoro. Al candidato, contattato in modo credibile, si chiede di aprire il link di un progetto. Ed è da lì che si riesce a entrare nei sistemi aziendali e ad attaccarli
di
Fiorenza Sarzanini
La trappola scatta con un’esca allettante: un’offerta di lavoro. Ma quando il contatto si realizza, e la trattativa ha inizio, basta poco per capire che il computer di chi ha risposto all’annuncio è stato “infettato”. Le conseguenze sono disastrose: acquisizione di password che consentono di accedere a tutti i contatti della vittima, ma soprattutto chiavi per entrare anche nei siti sensibili come quelli aziendali oppure bancari.
È l’ultima truffa scoperta dagli specialisti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e per questo è scattato l’allarme. Con una nota diffusa due settimane fa, gli analisti hanno spiegato le modalità utilizzate dai criminali e soprattutto le precauzioni per potersi difendere dai falsi colloqui di lavoro che hanno come obiettivo primario quello di «penetrare nelle aziende attraverso gli sviluppatori software».






