Come funziona il raggiro che colpisce soprattutto chi è in cerca di un lavoro

L’ultima truffa in circolazione mette nel mirino una categoria di persone fragili: quelli che cercano lavoro. Da qualche mese, infatti, alcuni candidati alla ricerca di un posto di lavoro hanno denunciato un raggiro che viaggia attraverso una telefonata. La vittima riceve una chiamata da un numero cellulare con prefisso italiano. Dall’altra parte però non c’è un vero recruiter, ma una voce registrata che recita una frase predefinita con la quale invita l’interlocutore a proseguire la conversazione su WhatsApp per discutere un’opportunità di lavoro: «Salve, abbiamo ricevuto il tuo curriculum, aggiungici su WhatsApp per parlare di lavoro». La frase è volontariamente generica così da poter essere usata in qualsiasi situazione e sembrare che provenga da qualsiasi azienda.

Cosa succede a chi “abbocca”

Quando un candidato “abbocca” il finto recruiter fornisce una presentazione di sé che a primo impatto sembra professionale e veritiera, citando nome, cognome e ruolo, a volte allegando pure un link a un sito in modo da far apparire il tutto ancora più credibile. In seguito, viene fatta una offerta di lavoro semplice e ben pagata, che cattura l’interesse della vittima, alla quale vengono proposte delle mansioni immediate e banali come iscriversi a canali, valutare contenuti mediatici, o anche solo mettere “like” a dei post.