HomeEconomiaFinanza e RisparmioQuando il rischio cambia volto l’imprevedibilità detta l’agendaDALL’INTELLIGENZA artificiale agli attacchi cyber, fino alle tensioni geopolitiche e alle fragilità del credito: le banche si trovano oggi ad...DALL’INTELLIGENZA artificiale agli attacchi cyber, fino alle tensioni geopolitiche e alle fragilità del credito: le banche si trovano oggi ad...Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciDALL’INTELLIGENZA artificiale agli attacchi cyber, fino alle tensioni geopolitiche e alle fragilità del credito: le banche si trovano oggi ad affrontare rischi sempre più interconnessi e difficili da prevedere. In questo scenario cambia anche il ruolo del Chief risk officer, che da presidio di controllo evolve in figura centrale nelle decisioni strategiche dell’istituto, diventando sempre più un “Chief Uncertainty Officer”, chiamato a governare anche ciò che non è ancora pienamente misurabile. È il messaggio che emerge dall’ultima EY/IIF Global Bank Risk Management Survey, indagine realizzata coinvolgendo 101 banche in 31 Paesi.

Condizioni economiche, sviluppo tecnologico e instabilità geopolitica non agiscono più come fattori separati, ma in maniera combinata. Un rallentamento economico può deteriorare credito e liquidità; tensioni commerciali o sanzioni possono interrompere filiere e servizi; un conflitto può amplificare minacce cyber e dipendenze da fornitori critici. La risposta non può quindi restare verticale, ma serve capire come uno shock si propaga e quali effetti combinati produce. Dalla survey emerge che il rischio cyber resta la principale preoccupazione nel breve termine per l’86% dei Cro, assumendo un carattere sempre più strutturale e interconnesso con altre categorie di rischio, in particolare legate a innovazione tecnologica e dati. A seguire, il rischio di credito ritorna ad essere tra i temi più rilevanti (62%), tenuto conto del contesto di incertezza macroeconomica, che si combina alla crescita del private credit, che amplia le possibilità di finanziamento, ma rende meno trasparenti esposizioni e collegamenti tra banche e intermediari non bancari. Per le banche diventa cruciale individuare tempestivamente segnali di deterioramento rafforzando le analisi di scenario, in un contesto che aumenta la complessità nell’esame delle esposizioni e concentrazioni di rischio.