Già prima della gara, giovedì sera, Barilla ha realizzato qualcosa di unico: in pista ha allestito una gigantesca tavolata attorno alla quale si è seduta la grande famiglia del paddock: duecento tra piloti e meccanici, tecnici e staff della Formula 1. Si è creato così uno spazio di condivisione che ha celebrato lo spirito di squadra che guida ogni traguardo in pista, ben oltre ciò che vedono i tifosi il giorno della gara.
E una volta arrivato quel giorno, domenica, la tavolata si è allargata ancor di più. L’idea della condivisione attorno ad un piatto di pasta ha fatto da fil rouge in tutta l’area hospitality, ricreando a Monza quello che succede in milioni di case. Solo che nel magico mondo della Formula 1 capita che a tavola non ci sia un cugino, ma l’ex campione del mondo Nico Rosberg. E in cucina non c’è la nonna, ma lo chef Massimo Bottura. Ed è qui che la tradizione fa anche un salto nel futuro perché lo chef tre stelle Michelin ha pensato ad un menu speciale.
In tavola ha portato prima di tutto un fusillone trafilato al bronzo condito con una reinterpretazione del pesto ligure arricchito da una vellutata crema di piselli e da pangrattato tostato. Una ricetta testimonianza di sapori straordinari, capaci di regalare il piacere della convivialità attorno alla tavola, sancito ufficialmente da un celebre gesto tutto italiano: la scarpetta. E poi uno spaghetto al pomodoro, mozzarella e basilico con cui Bottura fa incontrare Italia e Thailandia: pomodori italiani, mozzarella fresca e basilico entrano in dialogo con citronella e foglie di lime kaffir, in un viaggio dalle strade di Napoli ai mercati di Bangkok, tutto racchiuso in un’unica ciotola.











