«Temo molto la partita di stasera. La Sampdoria ha preso giocatori molto forti e alla fine lotterà per i primi posti, non appena avrà tutti gli effettivi disponibili. Per vincere ci vuole il miglior Palermo». Pippo Inzaghi mette subito le carte in tavola alla vigilia di un match dal sapore speciale. Al "Barbera", con fischio d’inizio alle 20.30, si accendono i riflettori su una sfida che, pur valendo soltanto la terza giornata di campionato, si trasforma in una tentazione fortissima. Complici la sconfitta del Modena e il pareggio del Mantova, i rosanero hanno infatti l'opportunità d'oro di prendersi la vetta solitaria della classifica davanti al proprio pubblico.
Il Palermo arriva alla partita di stasera con l'entusiasmo alle stelle, spinto da quattro vittorie nelle prime quattro uscite ufficiali tra campionato e Coppa Italia. Lecce, Juve Stabia, Arezzo e Mantova hanno dovuto inchinarsi a un gruppo capace di soffrire, ma che ha anche mostrato la tendenza a complicarsi la vita da solo: i blackout improvvisi, come i due gol incassati in appena tre minuti giovedì scorso in coppa contro i virgiliani, sono aspetti da migliorare.
Ma il tecnico piacentino preferisce guardare alle cose positive: «Sono molto contento, dei dati mi interessa poco: preferisco guardare alle cose positive, che sono davvero tante. Era da più di sessant'anni che il Palermo non partiva così, segnando dieci gol in tre partite. A volte ci si sofferma troppo sugli aspetti negativi, ed è un errore commesso spesso negli anni passati». Un elogio che si estende alla risposta avuta nel turnover di coppa: «Ringrazio gli undici giocatori che l'altra sera ho schierato nelle condizioni più difficili possibili: non avevano mai disputato una gara intera e hanno fatto una grandissima prestazione. Ho complicato io le cose alla mia squadra mettendo in campo giocatori senza ritmo contro un avversario al completo, una situazione che avrebbe potuto mandare in crisi chiunque».








