"Oh mio Dio", le prime parole in radio dopo il traguardo. La voce rotta. Poi le lacrime. E infine il tricolore stretto addosso, mentre l'inno di Mameli trasforma il podio di Monza nel palcoscenico di una favola italiana. Kimi Antonelli ha appena vent'anni ma una giornata così ne vale almeno altri cento. L'emozione si scioglie, le mani sul volto, gli occhi lucidi: "Non lo so neanche io cos'ho fatto. Mai avrei pensato di essere qui oggi sul gradino più alto del podio". Eppure, dentro quella incredulità, c'è anche la consapevolezza.
"Dopo la seconda partenza mi sono detto: 'la vinco io'". La sintesi di un istinto felino, d'uopo per una domenica bestiale: "La vittoria era un sogno e oggi l'ho realizzato. Mamma mia, che giornata". Ma il momento più bello, forse, è quello condiviso con la famiglia. Papà Marco, ex pilota e primo compagno di viaggio di Kimi nel mondo dei motori, piange insieme al figlio. Mamma Veronica e la sorellina Meggie lo aspettano con la bandiera italiana. Una fotografia diventata immediatamente il simbolo di una giornata storica.
E a rendere ancora più speciale la festa c'è anche Jannik Sinner. L'amico, arrivato a Monza insieme al papà Hanspeter, segue Kimi dal box e poi gli dedica un messaggio sui social, accompagnato dalla fotografia scattata nel paddock insieme a Laura Pausini e Marco Bezzecchi: "Congratulazioni, grande". Un rapporto nato negli ultimi anni e diventato una delle piccole storie più belle dello sport italiano: due ragazzi semplici diventati campioni, la stessa pressione sulle spalle e una naturale stima reciproca. I due volti sorridenti dell'Italia che vince. Poi l'abbraccio con Toto Wolff, quasi incapace di contenere l'emozione: "C'è qualcuno da lassù che gli vuole bene












