Durante una sessione di scrolling selvaggio sui social mi sono imbattuta sull’ennesimo trend di TikTok che ruota tutto intorno a una domanda: ma leggere libri in pubblico è performative? Cioè, è solo una mossa per darsi un tono, per sembrare più cool? Un quesito che ai non avvezzi a queste diatribe social suona pazzesco e privo di senso, ma la discussione sul social dei giovani è accesa. C’è chi, con convinzione, ritiene che i lettori di libri sui mezzi pubblici (specie protetta in via di estinzione) in realtà stiano mettendo in scena una performance e siano sempre fermi alla stessa riga. Idem quei coraggiosi che addirittura sfogliano romanzi in spiaggia: tutta una recita.
Ora. A parte che leggere in pubblico (in treno, in metro, sul bus, al parco, in spiaggia, perfino camminando) può essere performative solo per chi non legge, ci sono vari segnali fuori dai social che ci raccontano come i libri siano ancora un reale oggetto del piacere, non un accessorio per sembrare più interessanti agli occhi di chi si guarda. Va in questa direzione l’evento che a Desio ha radunato a Villa Tittoni una folla che si vede solo nelle occasioni speciali: l’iniziativa “All You Can Read”. La formula è semplice e irresistibile: all’ingresso si ritira una borsa di tela al costo di 15 euro, si riempie di libri e si paga solo la borsa. Hanno partecipato migliaia di persone. Se questo è performative...






