Riconoscere lo Stato di Palestina e introdurre il salario minimo, investire 20 miliardi nella sanità pubblica, rendere gratuiti gli asili nido in tutta Italia. Alla Festa dell’Unità di Modena Stefano Bonaccini, Antonio Decaro e Silvia Salis indicano le prime mosse di un eventuale governo di centrosinistra dopo le elezioni del 2027.
Bonaccini parte dal riconoscimento dello Stato di Palestina, una proposta con «un valore simbolico ma non solo molto alto». Una scelta da compiere «subito, come hanno fatto quasi tutti i Paesi democratici al mondo, anche di destra», per dire «che a Gaza hanno diritto a viverci» i palestinesi «e non qualcun altro». Poi il salario minimo legale, un provvedimento che, sottolinea, non sarebbe «difficilissimo da fare». Perché il fatto che «qualche milione di italiani, italiane e giovani" lavori con retribuzioni troppo basse, attacca, «non lo chiamo neanche uno stipendio da fame, quello è sfruttamento legalizzato di Stato». Decaro mette invece in cima alla lista la sanità. «La prima cosa che farei è un grande piano pluriennale investendo 20 miliardi di euro per la sanità pubblica del nostro Paese», afferma il presidente della Puglia, evidenziando che si tratta del «problema oggi più sentito da tutti i cittadini italiani, indipendentemente da dove vivono». Tra le esperienze già sperimentate in Puglia e da portare sul piano nazionale cita anche il salario minimo negli appalti regionali e le spiagge pubbliche attrezzate, con risorse ai Comuni per garantire servizi.











