Venezia – Wim Wenders è alla Mostra del cinema di Venezia per presentare il documentario sull’architetto Peter Zumthor. Incontrando la stampa ha chiarito il pensiero che stava dietro alla dichiarazione fatta a febbraio da presidente di giuria alla Berlinale, una dichiarazione che aveva innescato moltissime polemiche. E persino portato la scrittrice Arundhati Roy a disertare il festival per protesta contro quelle dichiarazioni.
"Ciò che dissi allora fu che, come cineasti, siamo l'opposto dei politici. Noi abbiamo empatia. La politica funziona senza empatia; è tutto qui quello che ho detto – ha detto Wenders che si è presentato all’incontro con la stampa con una maglietta con la scritta “Imagine Peace” – Noi abbiamo un approccio molto diverso. Non lavoro con la mentalità dei politici; noi lavoriamo con la mentalità di persone empatiche. E noi puntiamo a cambiare le cose, mentre la politica mira a confermare ciò che esiste. Questo è quello che ho detto, ma sono stato citato come se avessi affermato "dobbiamo stare alla larga dalla politica"; non è affatto quello che ho detto, né allora né adesso. La prospettiva dei cineasti implica una mentalità diversa da quella dei politici, e non dovremmo lavorare adottando quella mentalità. Noi seguiamo regole diverse. Lo ripeto: spero che non mi si attribuiscano parole errate dicendo che dobbiamo stare lontani dalla politica, perché noi facciamo l'esatto opposto. Noi siamo l'antidoto”.











