Difesa europea, fondi per lo sviluppo, decarbonizzazione e lotta alla dispersione dell’acqua. Il campo largo va al lago, di Como. Ancor prima di poter proporre soluzioni comuni, l'opposizione riceve un bagno gelato dalla platea di imprenditori accorsi al forum di Cernobbio: l’83% degli industriali boccia il centrosinistra e promuove la stabilità del governo Meloni. Numeri accolti con ironia, rappresentativi di uno spaccato molto ridotto (ma potente) del Paese. Ma anche segnali che costringono Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra e Italia Viva a ragionare sui prossimi passi, a partire da un programma comune.

Giuseppe Conte l’aveva promesso: a settembre il M5S si siederà al tavolo con gli altri partiti per discutere un accordo. Fissare i punti chiave, ecco l’urgenza. Lo dice in chiaro Matteo Renzi: “Il centrosinistra se si mette d'accordo su dei punti precisi con un contratto alla tedesca non soltanto manda a casa Urso e Salvini, ma può dare all'Europa l'idea di un'Italia protagonista e che non sia un'Italia che si semplicemente si limita a galleggiare”.

Gli applausi in sala scarseggiano, ad abbondare sono i dubbi sulla tenuta di una coalizione percepita ancora così distante - pesa anche l'assenza di Carlo Calenda, dovuta all'invito a Roberto Vannacci, di solito popolare su questo ramo del lago. Per il leader del M5S “abbiamo già lavorato insieme, abbiamo già accumulato proposte significative su politiche del lavoro, ambientali e alcuni elementi importanti come la legge sul conflitto d'interessi”. Conte, però, sa come corteggiare la sua constituency, che non siede a Villa d’Este. Parla al Forum Ambrosetti e dissimula le fratture del campo largo sulla politica estera: “Le nostre posizioni sono molto chiare, ci troviamo tutti sul fatto che l'Europa non si avvantaggia con l'escalation militare che sta drenando moltissime risorse” e “gli impegni militari sono stati scritti irresponsabilmente”.