RICADI (VIBO VALENTIA) – È Gabriele Cavallini, con “Cuoio”, pubblicato da Einaudi, il vincitore della XXXIII edizione del Premio Letterario Giuseppe Berto. Il verdetto è stato annunciato a Capo Vaticano, nel Comune di Ricadi, nel giardino della casa che Giuseppe Berto scelse come luogo di vita e di scrittura e dove nacquero alcune delle pagine più importanti della sua opera.
La cerimonia è stata condotta dal giornalista e voce di Zapping su Rai Radio1 Giancarlo Loquenzi. Il tutto rientra nell’ambito dell’XI edizione di Estate a Casa Berto, il festival dedicato all’eredità culturale dello scrittore. A decretare il vincitore è stata la giuria presieduta dallo scrittore e Premio Strega Emanuele Trevi.
La motivazione della giuria recita: «Cuoio è un romanzo di odori, viscere, macerie e di un’ostinata violenza. Una violenza antica, irredimibile […]. Gabriele Cavallini scrive un romanzo la cui lingua scortica il lettore come le macchine che trattano la pelle. Ci conduce in quella fabbrica di dolore, tra i vitelli che gridano la loro angoscia, tra i resti di carne che appestano l’aria e l’anima. Come in un racconto di Coetzee. Ma questo non è un saggio sul prezzo nascosto del lusso, degli abiti pregiati. Cavallini non scrive per indicare le nostre colpe. Racconta la storia di una famiglia maledetta dalla consuetudine con la morte, si aggira negli abissi dell’umano. In uno spazio reale e simbolico che ricorda un racconto di Kafka, “Nella colonia penale”. Qui il male, poiché inestirpabile, non può che essere inciso sulle pelle».







