HomeModenaSportUndici acquisti, la firma è di Palmieri: "Ad Aquilani la rosa che serviva"Il ds presenta la squadra: "Forte e coperta. Due giocatori per ruolo, sulla falsa riga degli ultimi anni"Francesco Palmieri, direttore sportivo del Sassuolo (fotofiocchi)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguicidi Francesco Vecchi
La stagione scorsa del Sassuolo si può replicare. Dirlo significa prospettare una non scontata continuità dopo gli ottimi ricordi lasciati da Giovanni Carnevali. E se a sottolinearlo è quel Francesco Palmieri, erede di Carnevali e che proprio all’attuale dirigente bianconero di recente ha detto no trattenendo così il talentino francese Bakola che a Torino eccome apprezzano, allora la faccenda si fa più gustosa. Palmieri d’altronde ha una squadra intera di motivi per presentare la nuova avventura neroverde nel solco del più recente passato, dopo un passaggio di consegne che inopinabilmente ha segnato la fine di un’era e l’inizio di un’altra.
"Nove volti nuovi e due conferme – puntualizza il direttore sportivo –. Sulla falsa riga degli ultimi anni abbiamo insomma dato forma ad un gruppo che ha due giocatori per ogni ruolo, per far sì che l’allenatore possa scegliere in base alla partita. Questo poi porta più competizione nella quotidianità ed alza il livello della squadra". Nel mister d’altronde Palmieri dimostra di credere molto, dunque giusto fornirgli tutti gli elementi necessari da subito: "Aquilani è nel posto giusto per esprimere al meglio il proprio potenziale. È giovane, ma ha grandi idee e le sta trasmettendo ad un gruppo coeso e numeroso". Mica è stato facile, però, consegnarglielo numeroso, quel gruppo. Perché al netto dei Mondiali, il calciomercato è stato piuttosto complesso, anche a detta del ds neroverde: "Un po’ più lento del solito nella prima parte – ammette Palmieri che dopo il primo mese di trattative non aveva ancora annunciato un giocatore, ma si sarebbe poi abbondantemente rifatto –, ci sono state difficoltà legate anche a diversi infortuni – vedi Koné, ndr –, ma io ero comunque tranquillo".






