Prima dell'arrivo a Mosca di Steve Witkoff e Jared Kushner, il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov è stato chiaro. Qualsiasi proposta di pace degli inviati degli Stati Uniti deve partire dalla situazione sul campo di battaglia. E questa, a detta di Ryabkov, «non è a favore di Kiev». Mosca ha sempre cercato di convincere Donald Trump di conquiste sul campo ormai certe. Dall'altro lato, Kiev ha voluto mostrare al presidente Usa che le sue idee su un Paese ormai sconfitto non erano vere. Vladimir Putin ha ripreso a bombardare con sempre maggiore intensità il territorio ucraino e ha fatto capire di volere accelerare anche via terra, tra timori per l'apertura del fronte "nord" e la rivendicazione di nuovi villaggi catturati (ieri, la Difesa di Mosca ha detto di avere preso Kurtovka, nella regione di Donetsk, in Donbass). Mentre Volodymyr Zelensky ha dato ordine al suo esercito e alla sua intelligence di colpire in profondità il territorio nemico mettendo nel mirino impianti energetici e logistici e sorprendendo anche uno scettico The Donald e il suo entourage.
Guerra Ucraina, il vero nodo resta il Donbass. Ma l'avanzata russa è in stallo. Ecco la situazione sul campo
Prima dell'arrivo a Mosca di Steve Witkoff e Jared Kushner, il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov è stato chiaro. Qualsiasi proposta di pace degli inviati degli Stati Uniti...











