Per raggiungere la pace in Ucraina servirà che sia Mosca sia Kiev «facciano dei compromessi e riducano le questioni in sospeso». Parola del mediatore americano Steve Witkoff arrivato in Ucraina a bordo del treno 'Peace Express' insieme a Jared Kushner, per tentare di trovare una strada per mettere la parola fine al conflitto che da oltre quattro anni insanguina il Paese. Una missione che, dopo i colloqui di ieri a Mosca, non registra sostanziali passi avanti, nonostante l'ottimismo del mediatore convinto di «avere gli ingredienti per arrivare» alla pace.
«È molto difficile, ma siamo impegnati, ci teniamo e speriamo che tutto ciò porti a una soluzione diplomatica pacifica e di successo» dice Witkoff. Un ottimismo che stride col realismo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che nei tre round di colloqui parla invece anche di Patriot («Una questione molto urgente e molto importante per noi») e del pacchetto che servirà agli ucraini per superare l'inverno. «Se la guerra dovesse continuare in inverno - e finora sembra proprio di sì - contiamo molto sul 'pacchetto invernale' di cui ho discusso in dettaglio oggi con Steve, Jared e i nostri partner europei». Perché i motivi dello stallo diplomatico restano sempre gli stessi. Primo fra tutti, ovviamente, la questione territoriale: Mosca rivendica le 4 regioni parzialmente controllate, Kiev chiede di congelare la linea del fronte. Per Zelensky la questione resta «rilevante. Ne abbiamo discusso. Ma rimango dell'opinione che questioni così complesse si risolvano solo a livello di presidenti».










