Una volta le hanno chiesto quale fosse il progetto di cui andava più fiera. «La cosa che più mi rende orgogliosa è la Imagination Library», rispose Dolly Parton. Lei, la regina della musica country, la narratrice che ha scritto canzoni indimenticabili e ha trasformato la propria immagine in un’icona ispiratrice di assertività e impegno, ha detto che ciò che più contava e ha contato per lei sono i libri. I libri di cui aveva patito la mancanza quand’era bambina e che, diventata una delle star più amate, ha donato a milioni di bambini di tutta l’America e di mezza Europa. Un progetto con una formula semplice: far arrivare nella cassetta della posta un volume al mese ai piccoli iscritti al programma, dalla nascita fino all’ingresso a scuola.

Dal 1995, anno del lancio dell’iniziativa, a oggi la sua fondazione ha distribuito più di 300 milioni di volumi. Inizialmente il progetto era stato pensato solo per i ragazzi della contea di Sevier, Tennessee, la sua terra d’origine. Una terra dura, quella delle Great Smoky Mountains, dove la piccola Dolly è cresciuta in una famiglia umile, dove in abbondanza c’era solo l’amore, ma poco e niente di tutto il resto. Era la povertà diventata poesia in canzoni come Coat of Many Colors, in cui racconta la madre che le confezionava il cappotto con scampoli di mille colori, e in tante altre poesie.