«Quando si è nella posizione di poter aiutare, e si può davvero aiutare, allora si dovrebbe farlo», disse la cantante country Dolly Parton in un’intervista a Elle nel 2024. «È importante restituire ciò che si riceve e nella mia vita ho ricevuto tantissimo». Parton è morta martedì a 80 anni, dopo una vita dedicata alla filantropia quasi quanto alla musica.
Iniziò nel 1988, quando avviò la Dollywood Foundation per contrastare l’abbandono scolastico nel posto in cui è nata: la Contea di Sevier nello Stato del Tennessee. Negli anni il progetto si è molto ingrandito: con la sua Imagination Library ha donato più di 300 milioni di libri negli Stati Uniti e altri milioni di dollari li ha donati a progetti di altro tipo, dalla ricerca pediatrica a quella per il vaccino durante la pandemia.
Imagination Library è uno dei progetti di cui andava più fiera. Permette alle famiglie di iscrivere i propri figli per ricevere a casa gratuitamente un libro al mese, dalla nascita fino ai cinque anni, con una selezione adeguata all’età. Parton ha raccontato spesso come a ispirarla sia stato suo padre, Robert Lee Parton, che era un agricoltore e non aveva avuto la possibilità di imparare a leggere e a scrivere.










