HomeModenaCronaca"Deceduto in cella, il caso non si può chiudere"Fabio Romagnoli venne trovato privo di vita accanto a un fornellino a gas. Per la procura fu decesso accidantale. La famiglia: "No, fu un suicidio evitabile".Fabio Romagnoli venne trovato privo di vita accanto a un fornellino a gas. Per la procura fu decesso accidantale. La famiglia: "No, fu un suicidio evitabile".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciA marzo dello scorso anno il giudice, accogliendo la richiesta di opposizione all’archiviazione del caso, avanzata dai legali della famiglia aveva disposto nuove indagini per far luce sulla morte di Fabio Romagnoli, trovato cadavere a 40 anni - il 20 febbraio 2023 – nella sua cella del carcere Sant’Anna. Ora, per la seconda volta, la procura di Modena ha chiesto l’archiviazione del caso ma la famiglia dell’uomo - assistita dagli avvocati Luca Sebastiani e Stefania Pettinacci – si è nuovamente opposta alla chiusura del caso e il prossimo 30 settembre è prevista l’udienza dinanzi al Gip Scarpa.

Il detenuto fu trovato accasciato a terra, con accanto un fornellino a gas, dal compagno di cella e da un agente della Penitenziaria. Secondo la Procura morì per cause accidentali, mentre per la famiglia Romagnoli si suicidò in carcere e non fu fatto nulla per prevenire la tragedia, nonostante i pregressi tentativi del 40enne di togliersi la vita. Una drammatica ‘piaga’, quella dei suicidi in carcere su cui più volte anche a Modena – visti i numeri allarmanti - ha dibattuto la politica ma, soprattutto, la camera penale e gli stessi familiari delle vittime.