Nel calcio si ripete spesso che novanta minuti sono un’eternità; talvolta, però, ne bastano quattro per capovolgere il destino. La notte dell’Olimpico tra Roma e Atalanta ne è stata l’emblema: una narrazione rocambolesca, fatta di assedi improduttivi, sfortuna cieca, colpi di scena e un epilogo da grande schermo che proietta i giallorossi in vetta alla classifica a punteggio pieno, al fianco dell’Inter.
Davanti a un impianto capitolino esaurito in ogni ordine di posto e sotto lo sguardo del commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini, la partita prende subito una direzione chiara: monologo romanista.
La squadra di Gasperini si riversa in avanti sin dalle prime battute, stringendo l’Atalanta in un assedio continuo. Fioccano le opportunità: le incornate di Mancini e Cristante fanno tremare la retroguardia bergamasca, una segnatura di Ndicka è cancellata per fuorigioco e Malen sbatte sul muro eretto da Carnesecchi, autentico protagonista del primo tempo. L’unico sussulto dell’Atalanta di Sarri è un destro violento di Scamacca, disinnescato dal bagher di Svilar.
All’intervallo, lo 0-0 sta strettissimo a Dybala e compagni, che hanno dilapidato ben sette corner.
La ripresa, però, non fa sconti. Sarri inserisce Kristovic per Scamacca nel tentativo di dare scossa ai suoi e, in meno di un minuto, arriva la beffa: una colossale “dormita” della difesa giallorossa spalanca la strada a Ederson, che fredda Svilar e ammutolisce i sessantamila dell’Olimpico. Lo 0-1 spezza gli equilibri e salta gli schemi.













