Tre telefoni cellulari e un quantitativo di sostanza stupefacente sono stati sequestrati questa mattina dalla Polizia penitenziaria nella Casa circondariale di Taranto. Il ritrovamento è avvenuto al termine di un’attività di polizia giudiziaria e di un’attività investigativa interna. Il materiale è stato sequestrato e messo a disposizione della Procura della Repubblica di Taranto per gli accertamenti del caso.

A darne notizia è Simone Colapietro, segretario provinciale dell’AL.Si.P.Pe., Alleanza sindacale Polizia penitenziaria, che ha espresso «profonda soddisfazione e orgoglio» per l’operazione.

Secondo il sindacato, il sequestro dei dispositivi rappresenta un elemento particolarmente rilevante per la sicurezza degli istituti penitenziari. «I moderni smartphone rinvenuti nelle disponibilità dei detenuti non possono più essere considerati meri apparecchi telefonici, bensì veri e propri computer portatili, dotati di altissime potenzialità tecnologiche», afferma il segretario regionale dell’AL.Si.P.Pe., Roger Durante.

Il sindacato sottolinea come, secondo la propria valutazione, tali dispositivi possano essere utilizzati anche per mantenere contatti con l’esterno e per la gestione di attività illecite all’interno degli istituti. Durante richiama inoltre l’articolo 391-ter del Codice penale, che disciplina l’introduzione, la detenzione e l’utilizzo indebito in carcere di dispositivi idonei alle comunicazioni.