Sui social esorcizza la sua condizione di immigrata e si definisce «zingara rumena» per disarmare l’interlocutore. Provoca, cerca engagement, vuole sempre polarizzare. Curerà presto lei la propaganda dell’ex generale?

Guardando il profilo Instagram di Camelia Mihailescu Vannacci, la consorte del generale Roberto Vannacci, saltano agli occhi alcune ripetizioni rivelatrici: la prima è la sottolineatura, reiterata, che lei è un’immigrata rumena. «Vi salutano il kebabbaro turco e la zingara rumena», dicono i due, a turno, nel video postato da Camelia per fare gli auguri di ferragosto ai follower; e «Saluti al mio amico Vladimir e al cavallo di Troia italiano. Vi saluta l’immigrata rumena», dice con enfasi da attrice consumata nell’ultimo post filo-russo; e di nuovo: «Vi saluta l’immigrata rumena», alla fine del video in cui spiega perché mostrò il dito medio a due donne sul lungomare di Viareggio, dopo che queste avevano chiesto a un’orchestrina di intonare Bella ciao al passaggio di Vannacci.

La condizione di immigrata deve pesarle, ed essere evidentemente esorcizzata, anche solo per poter rispondere per le rime a chi le scrive, nei commenti: «Non ti ha ancora remigrata tuo marito?». Due lauree, in giurisprudenza e psicologia, la moglie di Vannacci parla quattro lingue e scrive i post in tre, italiano, inglese e rumeno, per difendere il marito.