sabato 5 settembre 20262' di letturaUn drammatico appello, in lacrime, quello del padre di Lorena Isceri, legata in un bagagliaio e poi scaraventato da un viadotto dal suo ex, Federico Villa, che poi si è a volta suicidato. Il padre, Franco Isceri, disperato e sconvolto, usa parole toccanti, che fanno riflettere.Nel suo messaggio, rivolto al presidente della Repubblica, alla premier e alla politica, l'uomo chiede una risposta concreta davanti alla tragedia che ha distrutto la sua famiglia. "Chiedo a tutta la politica di essere unita. Prendete provvedimenti all'unanimità, affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più. Lavorate nelle scuole, potenziate i centri anti violenza e gli strumenti normativi affinché non succeda più. Ve lo chiedo con tutto il cuore. Un abbraccio a tutte le donne italiane"Poi il padre parla della figlia, ricordandone le qualità e i progetti che aveva davanti a sé. "Sono Franco Isceri il papà di Lorena, un padre distrutto. Prendete provvedimenti affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più". E infine il ricordo più doloroso: "Era educata, studiosa, dedita allo studio e al lavoro, aveva tanti sogni, ma ora non li ha più". Una perdita che, nelle parole di Franco, non riguarda soltanto Lorena: "E' sepolta anche la voglia di vivere di una famiglia distrutta"."Ho ascoltato l’appello di Franco Isceri, il papà di Lorena, la donna di 45 anni uccisa dall’ex compagno dopo essere stata rapita e portata sull’A1, dove è stata gettata da un viadotto. Parole segnate da un dolore che è difficile anche solo immaginare". Così su Facebook la premier Giorgia Meloni che aggiunge: "Un padre che chiede alle Istituzioni di non dividersi, di lavorare insieme e di fare tutto ciò che è possibile perché tragedie come quella che ha colpito sua figlia non accadano più. In questa legislatura - anche grazie al contributo e al lavoro di tutte le forze politiche presenti in Parlamento - abbiamo raddoppiato le risorse per i centri anti-violenza e le case rifugio, scongiurando anche la possibilità che tante di queste strutture potessero chiudere. Abbiamo reso strutturale e potenziato il reddito di libertà, rafforzato uno strumento fondamentale come il ‘Codice rosso’, introdotto tra i primi in Europa il femminicidio come reato autonomo"."Ma davanti a tragedie come quella di Lorena nessuno può pensare che quanto fatto sia sufficiente - prosegue - Perché ogni donna che viene uccisa da chi aveva promesso di amarla, difenderla, proteggerla è una sconfitta per tutti. E tutti noi, insieme, dobbiamo saper reagire. Dobbiamo continuare a cercare soluzioni, a migliorare ciò che già esiste, a fare tutto ciò che è possibile per intervenire prima che sia troppo tardi. Continueremo a fare la nostra parte, fino in fondo. Nel nome di Lorena e di tutte le vittime. Nel nome delle loro famiglie. Nel nome di una società che protegge le donne e la loro libertà".