Troppi indizi per non farne una prova. Giorgia Meloni non ha alcuna intenzione di riavvicinarsi a Donald Trump. La premier non cita mai il presidente americano mentre passa in rassegna gli highlights del governo più longevo della Repubblica sul molo di Bari. Di più: Meloni non sarà a New York per la prossima assemblea dell’Onu e, conferma una fonte di governo a HuffPost, non accetterà l’invito alla cena di domenica sera a Roma organizzata dal Cpac, la conferenza dei conservatori statunitensi che negli anni scorsi l’aveva consacrata nel firmamento Maga.

Troppo profonda la ferita inferta dal tycoon a giugno. Gli insulti di Trump, le risposte piccate di Meloni: botte che la diplomazia sta cercando di sgonfiare da mesi. Italia e Stati Uniti rimangono alleati storici, innumerevoli gli interessi geopolitici e commerciali in comune. Ma a Palazzo Chigi non c’è ansia di ricucire il rapporto personale con la Casa Bianca. Una questione di sondaggi - è schiacciante la maggioranza di italiani con un giudizio pessimo su Trump - e di orgoglio. L’appello è: business as usual, ma senza eccessi.

L’amicizia non tornerà. In modo traverso, parlando con il New York Times, lo aveva ammesso la stessa premier: “È evidente che pensavo sarebbe stato più facile con lui, viste le nostre posizioni convergenti su immigrazione e cultura woke, ma le cose sono andate diversamente”. Una chiacchierata eloquente, concessa sul finire di agosto al giornale fieramente anti-trumpiano. “Se ci sentiremo a breve? Vedremo”.