La crisi geopolitica nel Golfo Persico compie un salto di qualità. Le forze armate statunitensi hanno colpito e neutralizzato tre navi cisterna legate all’export di greggio iraniano, segnando un cambio di rotta politico e operativo nella gestione del confronto con Teheran.

Le forze armate USA distruggono tre petroliere dei Guardiani della Rivoluzione dopo che l’Iran ha preso di mira due navi da guerra della Marina statunitense.Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno colpito tre petroliere iraniane adibite al trasporto di… pic.twitter.com/BxZGH3jnEU — Dario D'Angelo (@dariodangelo91) September 5, 2026

Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), che ha diffuso il video i bersagli facevano parte di una rete clandestina multimiliardaria finalizzata a finanziare il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC, i Pasdaran) e i gruppi armati a esso affiliati nella regione.

Al largo dell’isola di Kharg una delle petroliere è stata colpita e resa “permanentemente inutilizzabile”. Kharg ospita il terminale più sensibile per l’export di greggio del Paese, da cui transita storicamente la gran parte del petrolio iraniano.

Una seconda nave è stata centrata non lontano dal terminale di Jask, infrastruttura inaugurata nel 2021 nel Golfo di Oman e voluta da Teheran per aggirare il collo di bottiglia dello Stretto di Hormuz, garantendo uno sbocco diretto in mare aperto in caso di blocco.