Alcuni Paesi guidati dal Togo contro la rappresentazione tradizione: "Noi rimpiccioliti, è colonialismo"di Marco Patricellisabato 5 settembre 20264' di letturaGli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare, avrebbe detto Gino Bartali. Ed è proprio quello che adesso dicono i Paesi africani, Togo in testa ma ben supportato nei numeri, sui sistemi di proiezione dalla sfera al piano che penalizzerebbero la raffigurazione su mappe e cartine del Continente nero nel suo complesso. Ovviamente tutto questo non sarebbe altro che il retaggio del colonialismo e del predominio bianco. Una cosa talmente seria che il Togo l’ha fatta finire sul tavolo dell’Onu per mettere definitivamente all’angolo, e quindi fuori dai giochi, i sistemi utilizzati da Mercatore a oggi.Un procedimento per portare su due dimensioni quello che esiste in tre, e segnatamente il geoide che è la Terra, tonda in maniera irregolare, con tutte le questioni e le difficoltà da appianare. Il cartografo fiammingo Gerardo Mercatore (Gerhard Kremer; all’epoca i nomi si italianizzavano) nel 1569 elaborò un sistema basato sulla proiezione che ha avuto fortuna perché risolveva molti problemi, in primo luogo per definire le carte nautiche e per tracciare le rotte. Una mappa del genere, per limiti intrinseci al problema stesso da risolvere, non può coprire con esattezza le aree prossime ai due poli.PROBLEMI PRATICI
"Il planisfero ci penalizza": l’Africa vuole cambiare le mappe | Libero Quotidiano.it
Gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare, avrebbe detto Gino Bartali. Ed è proprio quello che adesso dicono i Paesi africani, To...













