Sono stati eseguiti due provvedimenti cautelari ad Agrigento contro un presunto sistema illecito legato al riconoscimento della cittadinanza italiana. I provvedimenti, eseguiti nella mattinata del 4 settembre, sono stati resi definitivi dalla sentenza della Corte di Cassazione del 3 settembre 2026, che ha rigettato i ricorsi degli indagati.
Chi sono i destinatari delle misure cautelari
Stando alle informazioni pubblicate sul sito della Polizia di Stato, la Sezione Reati contro la Pubblica Amministrazione e il Patrimonio della Squadra Mobile di Agrigento ha dato esecuzione a due provvedimenti cautelari emessi dal Tribunale di Palermo – Sezione per il Riesame dei provvedimenti cautelari personali e reali. Questi provvedimenti sono diventati definitivi dopo la sentenza della Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha respinto i ricorsi degli indagati il 3 settembre 2026.Le misure hanno colpito due persone: il titolare di un’agenzia d’affari, per il quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere, e un’ispettore del Comando di Polizia Locale del Comune di Porto Empedocle, sospesa dall’esercizio del pubblico ufficio per sei mesi. Entrambi risultano indagati per una serie di gravi reati, tra cui favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, rivelazione di segreto d’ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione di persona incaricata di pubblico servizio, nonché concorso nei reati di riciclaggio e autoriciclaggio.Le indagini e il sistema illecito







