Collio (Brescia) – Mirella Zanini, sindaca di Collio, è finita nel registro degli indagati della Procura di Brescia con l'accusa di presunte false attestazioni di residenza. Secondo l'ipotesi degli inquirenti il meccanismo avrebbe consentito a decine di cittadini brasiliani di ottenere la cittadinanza italiana attraverso pratiche fittizie.
L'inchiesta, coordinata dai sostituti procuratori Donato Greco e Viktoria Boga, mira a far luce su un presunto sistema ben avviato che andrebbe avanti ormai dal 2015. Nel complesso, il fascicolo conta dieci persone iscritte nel registro degli indagati, compresa Zanini, sindaca da diversi anni e con più mandati alle spalle oltre all’attuale. Per lei l’accusa è in questa fase di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, falsità materiale in atti pubblici, falsità ideologica e violazione della normativa sull’ingresso e la permanenza degli stranieri in Italia.
Zanini, che ha confermato di avere ricevuto l'informazione di garanzia, ha dichiarato di riporre piena fiducia nell'operato della Magistratura bresciana. “Ho ricevuto l’informazione di garanzia e ho piena fiducia nella magistratura – dichiara la prima cittadina –. Non mi riconosco nelle contestazioni che mi vengono mosse e sono certa di poter chiarire la mia posizione e dimostrare la correttezza del mio operato. Per rispetto dell’indagine e del mio diritto di difesa, non entrerò nel merito delle singole contestazioni. Affronterò questa vicenda con serenità e piena fiducia nella giustizia”. Nel frattempo, la sindaca ha rassegnato le proprie dimissioni dall'incarico di Assessore della Comunità Montana della Valle Trompia. Tra gli indagati risultano anche dipendenti del Comune di Collio e di quello di Orzivecchi.






