Il governo Meloni festeggia la sua longevità in un clima surreale: l'autocelebrazione - ampiamente sostenuta dalle reti televisive amiche e da una parte del sistema mediatico - fa a pugni con tre contraddizioni plateali.
La prima. La condizione reale in cui versa parte grande della società italiana: milioni di famiglie alle prese con un carovita che taglieggia salari, stipendi e pensioni; un sistema sanitario che ogni giorno di più arranca e non riesce a soddisfare la domanda di cura dei cittadini; un welfare a cui sono state ridotte le risorse su capitoli sociali critici come l'autosufficienza e la disabilità; un sistema degli enti locali penalizzato nelle risorse necessarie ai servizi per i cittadini. A questo si aggiunga l'affanno del sistema produttivo che da due anni vede la produzione industriale calare e l'assenza di programmi di investimenti pubblici in settori decisivi per la vita del Paese, si pensi alle quotidiane criticità che affliggono in sistema dei trasporti ferroviari. L'Italia da qualche settimana ha conseguito un record negativo, quello di essere il Paese più indebitato d'Europa sottraendo quella imbarazzante posizione alla Grecia. Peraltro nessuna seria riforma è stata realizzata in un'Italia che in molti campi richiede urgenti innovazioni e cambiamenti. E non va mai dimenticato che la condizione del Paese sarebbe ancor più critica se in questi anni l'Italia non avesse beneficiato, per realizzare i progetti PNRR, di 400 miliardi di finanziamenti europei acquisiti dai governi Conte e Draghi.











